Una delle cose che ho imparato da piccola è che esistono delle persone matte. Ce n’era una nel mio paese che camminava sempre in mezzo alla strada, incurante delle auto, non usava il marciapiede perché lo trovava sporco.
Di questi tempi ripenso spesso alla follia. Solitamente tutto ciò che non è normale viene considerato strano o pazzo. Ma qual è il confine della normalità, e soprattutto cosa significa essere normali?
Ogni giorno per strada, percorrendo la città tra un mezzo pubblico e l’altro vedo molta stranezza, nel senso di diversità. Qualcosa puo’ unire due persone, qualcosa le divide. Sei hai una percentuale di almeno la metà di caratteristiche in condivisione con almeno il 50% delle persone, allora forse sei normale.
Ad esempio qui inizia ad essere normale avere dei titoli universitari e fare un lavoro che non fa per te, ma che è la soluzione migliore per pagarti l’affitto. Gli affitti sono alti, e tu che devi pagarlo finisci per attingere alle tasche dei tuoi familiari, mentre chi riceve l’affitto si lamenta in continuazione nonostante abbia tante case, e tanti affitti da percepire. E poi tanti lavorano gratis, in maniera di riuscire a fare per lo meno quello per cui si è studiato o che si ama, si è costretti a dare senza ricevere. Lo stesso principio tra affittuario e padrone.
Quando ero piccola mi avevano insegnato che i lavori più pagati sono quelli che si possono fare soltanto se hai studiato. Qui invece noto come chi non ha studiato e si limiti ad un lavoro “umile” per lo meno è pagato, mentre chi cerca in qualche modo di farsi strada ed esperienza non è pagato, alle spalle di chi fa lo stesso lavoro e percepisce uno stipendio anche piuttosto alto.
La cosa più assurda è che spesso chi trova lavoro, chi riesce a ricoprire un ruolo vero non lo fa perché è bravo, ma perché è amico di qualcuno.
Mi ricorda i bullotti che decidevano sempre di stare insieme ogni volta che si doveva fare una ricerca di gruppo alle elementari. Talmente scemi da non rendersi conto che avrebbero preso un brutto voto visto che nessuno di loro si era mai impegnato. Ma tanto chi se ne importava di andare bene a scuola.
E forse c’avevano ragione, sono quelli che non hanno studiato mai troppo, che si sono accontentati di un lavoro, per carità non posso neanche chiamarlo umile, perché beati loro che ce l’hanno. Ed ora ti ritrovi tu da solo, con la tua mente dilatata dalle nozioni, in grado di chiederti il perché delle cose e costretto a risponderti con disperazione: ma che mondo è questo? Libero di camminare su quel binario che ti sei scelto, e di pensare forse che è stata un’idea piuttosto folle, ma nulla ormai puo’ farti cambiare strada. Per cui continui a muovere i tuoi passi, nonostante tutti credano che tu sia pazzo.

purtroppo la follia non paga, e se passano alcuni anni senza riuscire a vincere concorsi, soprattutto se non sei "figlio di", ti senti pazzo e bastonato :)
RispondiEliminaallora a quel punto si che la follia aiuta, follia e coraggio per scappare o inventarti un lavoro tuo ;)
a presto,
Marco Michele
CN